patrocinato e sostenuto dalla regione Emilia-Romagna
sabato 25 aprile
bologna - estragon
Unica data italiana - in collaborazione con Electric Priest. Prevendite abituali e ticketone.it
Dopo 7 anni, ritornano dal vivo i Butthole Surfers, una delle band più perverse e destabilizzanti del post-punk americano. Dopo una serie di date alla fine del 2008, fra cui una apparizione al prestigioso All Tomorrow's Parties, un breve tour europeo in Aprile li porterà per una unica data in Italia, a Bologna, sabato 25 aprile.
La formazione con cui si presenteranno sul palco è esattamente quella che li vide protagonisti negli anni 80: Gibby Haynes, Paul Leary, Jeff Pinkus, King Coffey and Teresa Taylor, la stessa formazione che ha registrato album classici come Locust Abortion Technician e Hairway to Steven, lavori che hanno segnato in modo indelebile il nuovo noise americano attraverso una formula che unisce in una sintesi devastante le tendenze noise ed avanguardistiche della no-wave fine anni 70 con la spinta pulsante e distorta dell'hard-core, ma è allo stesso tempo informata dal rock classico e psichedelico.
La saga dei Butthole Surfers nacque nel 77, a San Antonio, Texas, quando Gibby Haynes (futuro cantante dei Surfers) incontrò Paul Leary (futuro chitarrista) al locale Trinity College. Quattro anni dopo i Butthole Surfers avrebbero iniziato una storia fatta di concerti shoccanti ed oltraggiosi, di eccessi lisergici e di dischi fenomenali, incisi per alcune delle etichette alternative piu' prestigiose (Touch&Go, Alternative Tentacles, Blast First). Abbastanza, ed anche di più, per generare la creazione di un vero culto.
Le apparizioni in Italia dei Butthole Surfers sono state rarissime (si contano sul palmo di una mano), e comunque dal 2002 nessuno aveva più potuto godere della esperienza di vedere i Butthole Surfers in azione su di un palco:avere la possibilità di assistere ad un concerto dei Butthole Surfers ci farà capire quanto, ancora oggi, ci sia bisogno di loro.
mercoledì 29 aprile
bologna - estragon
Prevendite abituali e ticketone.it
In tour con il nuovo disco BEWARE Attivo da più di un decennio, Will Oldham è oramai considerato all'unanimità come uno dei più grandi songwriter dei nostri tempi.Strano personaggio, poeta dai mille nomi, Bonnie "Prince" Billy appunto e musicista dalla prolifica carriera musicale, fa uscire uno L.P all'anno e per non parlare delle collaborazioni e degli E.P! Tra le numerose collaborazioni del cantautore, si segnala la canzone I see a Darkness (dall’omonimo album), in cui Oldham duetta con Johnny Cash; la partecipazione a due dischi di Tweaker (band di Chris Vrenna , ex batterista dei Nine Inch Nails), e la recente Sea Lion dall’ultimo album di Sage Francis, AHealthy Distrust.Penultimo disco "The Letting Go" ovvero "una stagione tra l'estate, l'autunno, la bassa America e l'alta Islanda",in uno spazio ideale tra il mid-west (o il south-east della sua estate?) e l'Islanda, dove effettivamente è stato registrato con le attente cure di Valgeir Sigurdsson, già produttore di Bjork è stato di gran successo.
giovedì 30 aprile
bologna - covo club
Una delle più interessanti scoperte del 2008: Get Well Soon. Un progetto tedesco che, partito in sordina, ora spopola sui media: Mtv, All Music, Radio Dj solo per citarne alcuni. Sebbene il nome faccia pensare ad una band, Get Well Soon è di fatto una singola persona. L’idea nasce dal polistrumentista Konstantin Gropper, un giovanissimo ragazzo Tedesco che vive oggi a Berlino. Dopo qualche EP autoprodotto, Konstantin, in questi tre anni, ha speso tutte le sue energie per scrivere, arrangiare e produrre il suo album di debutto in cui suona egli stesso la maggior parte degli strumenti. Il suo primo album Rest Now, Weary Head! You Will Get Well Soon , arriva sugli scaffali dei negozi tedeschi nel giugno 2008 grazie alla label City Slang , e musicalmente si possono captare molti spunti: Radiohead e Sigur Ros, Jeff Buckley ,cinema, canzoncine leggere anni ‘60 e voci in falsetto dei Rammstein più sordidi. Le canzoni di Konstantin si muovono tra il pop e l'elettronica, il folk e la musica classica. La sua musica è stata anche paragonata a Damien Rice, Muse, Radiohead, Tom Waits ma contiene anche un’energia e una qualità che va più indietro nel tempo fino ai giorni di Jacques Brel ed Edith Piaf. Il sound è fresco e va al di fuori della scena musicale tedesca che è dominata dalla musica elettronica e lancia quasi una sfida alla scena musicale britannica degli ultimi anni che ha prodotto molte band prefabbricate. Nei suoi concerti è accompagnato da una band di 7 componenti: trombe, violino e backing vocals tra cui sua sorella Verena cantante lirica. Si ha l’impressione che Konstantin sappia quello che vuole e quello che vuole il pubblico. Dice: ”Mi piacciono le band che suonano sul palco in maniera diversa dal disco, mi piace il processo di creatività che avviene in un live”. Parla modestamente del suo lavoro e della sua struttura, ammettendo di aver usato molte metafore per creare un’esperienza multisensoriale. Le sue liriche non contengono aspetti autobiografici e, sebbene lui non consideri se stesso uno scrittore emozionale, c’è un’emozione poetica in tutto l’album che fa da eco alla malinconia degli Smashing Pumpkins' e all’infinita tristezza i Leonard Cohen, un altro dei suoi ispiratori. Se Berlino è considerata la bohemian city del momento, i Get Well Soon sono ambasciatori della sua musica live . Il successo è tale per cui poco dopo l'inglese Nude decide di distribuirlo a livello internazionale: ora i Get Well Soon sono pronti per il loro primo tour europeo.
sabato 02 maggio
bologna - covo club
Finalmente in Italia THE TEENAGERS! Il loro tour è stato più volte anunciato e poi posticipato. Quella del Rocker Festival sarà la volta buona per godersi finalmente il trio anglo-francese, band culto della Myspace generation. Uno dei gruppi di punta della nuova scena electro-pop internazionale, i Teenagers presenteranno l'album di debutto 'Reality Check'. Melodie pop su beat da dancefloor per una data imperdibile...tutte da ballare!
mercoledì 06 maggio
bologna - covo club
A grande richiesta per la prima volta a Bologna i LOVE IS ALL. Formatisi nel 2004 in Svezia, terra assai prolifica che continua a sfornare talenti su talenti, i cinque ragazzi di Gothenburg presenteranno il loro nuovo album "A Hundred Things Keep Me Up at Night", uscito a novembre dello scorso anno e sommerso di recensioni positive (8.1 su 'Pitchfork', 8 su 'PopMatters', 7 sull'NME). Josephine Olausson e soci si esibiranno al Covo il prossimo 6 Maggio in uno show imperdibile per tutti gli amanti dell'indie pop.
venerdì 08 maggio
bologna - covo club
Unica data italiana.
L'ultima volta che si sono visti dalle nostre parti aprivano per i Franz Ferdinand al PalaDozza. Ora, finalmente, tornano a Bologna per una data tutta loro. E lo fanno per presentare il terzo album, Klang, uscito lo scorso 20 marzo. Stiamo parlando dei Rakes, una delle migliori pop band britanniche. Passata la sbornia di essere considerati ‘next big thing’, i Rakes hanno mollato Londra e la sua atmosfera ‘paludosa e ottusa’ (parole di Alan Donohoe leader della band), per andare a incidere il nuovo album in una città a basso livello di produzione indie rock. Berlino. E nella capitale tedesca tutti i dubbi e le insicurezza che avevano attanagliato la band con “Ten New Messages” (il secondo album) sono scomparse di colpo rivelando una ritrovata verve. Brani più facilmente riconducibili alla loro storia sospesi tra rock e post punk ma anche atmosfere nuove tra sixties, pre punk, David Bowie e Talking Heads. I Rakes con questo disco dimostrano di essere una band vera... per questo quello che ci attende al Covo sarà un concerto da non perdere!
sabato 09 maggio
bologna - estragon
Unica data italiana.
Molte band dichiarano che il loro ultimo album è un “ritorno alle origini”, come se delle perle nascoste si possano nascondere tra i primi demo. Ma nel caso dei Trail Of Dead il ritorno alle origini era proprio necessario. Il disco Source Tags And Codes del 2002 aveva ricevuto consensi unanimi, come potevano stare al passo i dischi successivi? Trail Of Dead adesso sono uomini liberi, finito il contratto con la Interscope e pronti a guardare indietro andando avanti. Sebbene molte altre etichette li avrebbero messi sotto contratto, i Trail Of Dead hanno deciso di fondare la propria etichetta, Richter Scale Records, licenziata alla tedesca Superball in Europa e distribuita da Audioglobe in Italia. Uscito lo scorso 20 febbraio, The Century Of Self è un disco epico. Dallo strumentale di apertura Giants Causeway al brano di chiusura Insatiable Two, l’album è un’opera ad ampio respiro e grande ambizione. Sebbene la parola prog sia spesso abusata,in questo caso i Trail Of Dead sono riusciti nell’impresa di fare un album prog che non suoni accademico o doloroso. “Le nuove canzoni sono molto personali” dice Conrad Keely, “alcune sono autobiografiche. Partendo da tutto quanto abbiamo fatto finora cerchiamo di sviluppare il concetto di partenza incorporando nuove idee. Non ci sono momenti sul disco dove cerchiamo di scrivere singoli che potreste sentire sulle radio commerciali. Sappiamo che sono i singoli che spingono il mercato, ma a noi non interessa.” Col nuovo album i Trail Of Dead torneranno on the road, inserendo elementi di arte visiva nel tour. Kelly è uno stimato artista e di recente le sue opere sono state oggetto di una mostra nella 34First Ave Gallery a New York. Dopo 15 anni di storia i Trail Of Dead continuano ad innovare e crescere. Mentre molte band giunte a questo livello si riposerebbero sugli allori, i Trail Of Dead sono appena all’inizio.