patrocinato e sostenuto dalla regione Emilia-Romagna
Sabato 01 Maggio
Bologna - Covo Club
Special guest Sparrow and The Workshop
Ritornano ad esibirsi in Italia i Brian Jonestown Massacre per un’ unica data italiana al Covo di Bologna. Nati a San Francisco nel ’90, I BJM ruotano attorno alla mitica figura di Anton Newcombe, vero e proprio guru della scena neo-psichedelica californiana. Anton è un talento tanto geniale quanto controverso, sempre alle prese con problemi di abusi di droga ed alcool. Una vita folle che si tramuta in genialità musicale.
La storia del gruppo è partita dagli anni 90 e nel corso di quasi vent’anni di carriera ha ridefinito I canoni della ricerca rock attraverso la psichedelia, pubblicando la bellezza di 14 album, che hanno reso la band un vero e proprio culto nella scena alternativa mondiale.
Capaci di live shows selvaggi ed imprevedibili i BJM, a causa del carattere instabile del loro front-man, negli anni hanno ruotato oltre 60 musicisti, alcuni diventati molto famosi: nei BJM hanno suonato membri di Black Rebel Motorcycle Club, Warlocks e Dandy Warhols. Proprio grazie a questi ultimi i BJM hanno raggiunto il picco della loro popolarità, quando nel 2004 uscì il documentario Dig!, vincitore del Sundance Festival. Il film documentava l'epopea dei due gruppi, i Dandy Warhols lanciati verso il successo mondiale e i BJM frenati nel loro imporsi alla ribalta del grande pubblico dalla "impossibilità di essere normale" di Newcombe e dal suo assoluto disinteresse per tutto ciò che non fosse inerente alla ricerca di ispirazione musicale. Dig! descriveva Newcombe come un "loser" votato all’autodistruzione e si concludeva con la scena del suo arresto dovuto all’aggressione ai danni di un fan durante un concerto. Il musicista, che non si riconosce nella figura descritta nel film, è recentemente diventato padre e continua la sua personale ricerca musicale che contempla la reinterpretazone di vari generi, dal rock al folk, passando attraverso la psichedelia dei sixties, circondato dalla stima e dal rispetto di critica, musicisti e di una vasta platea di fans sparsi ormai in tutto il mondo.
Mercoledì 05 Maggio
Bologna - Covo Club
DAN - indie pop rock, 4AD recs
Gli Efterklang muovono i loro primi passi nel post-rock nel Dicembre 2000, quando gli amici di infanzia Casper Clausen (voce), Mads Brauer (computer) e Rasmus Stolberg (chitarra) si sono uniti al pianista Rune Molgaard e al batterista/trombettista Thomas Husmer.
La band all'inizio ha un approccio molto D.I.Y. occupandosi personalmente della composizione, della registrazione e della produzione all'interno della loro sala prove di Copenhagen. Questo loro impegno li porta ad autoprodursi (per la loro stessa casa discografica Rumraket) nel 2003 l'ep di debutto Springer con una tiratura di 500 copie e, piccola curiosità, la confezione è di finta pelliccia.
Lo stesso anno, l'artista video Karim Ghahwagi si unisce al gruppo per fondere la musica degli Efterklang con dei video collage. La band inizia ad attirare l'attenzione delle case discografiche e infatti, nel 2004, esce il disco orchestrale Tripper in seguito alla firma con l'etichetta Leaf Label (con sede nello Yorkshire). Un'altra curiosità è che questo disco diventa il debutto venduto più velocemente nella storia dell'etichetta.
La popolarità degli Efterklang in Danimarca sale alle stelle quando il loro singolo "Under Giant Trees" debutta al numero uno nella classifica dei singoli country. Successivamente si sono susseguite svariate uscite "minori": la ristampa di Springer, l'lp lato unico per l'americana Burnt Toast Vinyl, il singolo Under The Giant e nell'ottobre del 2007 esce il loro terzo lp Parades.
Gli Efterklang saranno al Covo Club per presentare il loro ultimo disco, Magic Chairs, uscito per 4AD records nel febbraio del 2010 e che già vanta ottime recensioni in tutte le riviste specializzate europee.
Venerdì 07 Maggio
Bologna - Covo Club
SCO, from FRANZ FERDINAND!
Un uomo che non ha di certo bisogno di presentazioni. Il cantante e leader dei Franz Ferdinand torna al Covo Club a sei anni di distanza da una delle date più memorabili nella storia del club bolognese. Questa volta però non sarà sul palco ma bensì dietro alla consolle da dj pronto a far ballare il suo pubblico!
Sabato 08 Maggio
Bologna - Estragon
Ritorno in Italia per una delle band più autorevoli della scena rock americana degli anni 2000. Pronti finalmente con il loro sesto album in studio, i Black Rebel Motorcycle Club annunciano un tour mondiale che li porterà per tre appuntamenti imperdibili in Italia. A maggio il trio californiano sarà a Milano, Bologna e Roma per presentare Beat The Devil’s Tattoo, disco che per la prima volta vede compresa nella registrazione la batterista Leah Shapiro ufficialmente coinvolta nella nuova formazione. Insieme ai fondatori Peter Hayes e Robert Levon Been.
Il nuovo disco, Beat The Devil’s Tattoo, uscirà a Marzo 2010 e nell’attesa I B.R.M.C. immettono sul mercato, prima uscita per la loro etichetta Abstract Dragon (distribuita in Europa via Cooperative Music – distr. Self) il loro primo album live ufficiale intitolato semplicemente Live. Il CD dal vivo contiene quattordici tracce, mentre il DVD (che è stato girato prevalentemente in bianco e nero, nello stile della band) propone un dietro le quinte dei concerti e il making of di Howl, il loro disco del 2005.
Il mondo sonoro dei B.R.M.C. continua sulla scia della psichedelica, dell’indie-rock e del punk-blues con l’influenza di band storiche come Velvet Underground, Jesus & The Mary Chains ma anche di band più underground come i mitici Brian Jonestown Massacre. Influenze oscure e shoegaze che aprono ai B.R.M.C. strade diverse rispetto a quelle di band che come loro escono allo scoperto agli inizi degli anni 2000 come The White Stripes e The Strokes. La band californiana è certamente una band rock’n’roll ma di certo non assomiglia a nessuna delle band in circolazione: nelle esibizioni live esce fuori tutto il loro mondo fatto di noise, ricerca psichedelica, feedback che si fonde alla base pop e blues della loro musica. Il risultato è un sound potente che gli fa guadagnare i favori della critica e del pubblico.
Sabato 08 Maggio
Bologna - Covo Club
UK - indie pop, Stolen Recordings
I “Pete & the Pirates” sono considerati produttori di musica dolce, pura, gioiosa, malinconica e amabile. Vengono da Reading e sono cresciuti insieme, nelle stesse sale prova, fuori e dentro le stesse band, registrando demo nei garage; hanno sempre rifiutato la mediocrità intorno a loro. Il loro primo album “Little Death”, prodotto da Gareth Parton (The Killers, The Go! Team, The Futureheads), ha avuto grande successo soprattutto grazie ai primi singoli “Come on Feet” e “Knots” che hanno subito conquistato pubblico e critica. “Knots” ha raggiunto la top ten della NME chart ed è uno dei brani più richiesti nelle club night inglesi. Hanno condiviso il palco con: The Wombats, Maximo Park, The Young Knives, Albert Hammond Jr., Joe Lean & Jing Jang Jong; sono stati invitati a Les Inrocks a Parigi e soprattutto sono stati considerati tra le più interessanti novità dei festival estivi come: Reading, Leeds, Wireless e Latitude. In Italia si sono fatti conoscere e amare grazie ai tre tour nel 2008, a Febbraio, Giugno e Novembre, che li ha visti protagonisti nei più importanti Music Club italiani e per altre quattro date nel giugno del 2009. Oggi tornano con un nuovo singolo intitolato United, un effervescente pop ripreso dagli anni d'oro di Spector e Telstar ma rivisitato e immaginato da 5 romantici ragazzi di un Inghilterra suburbana. Nati e vissuti tra i fertili pascoli di Reading, Pete and The Pirates sono una gang di 5 ragazzi mervigliosamente in disaccordo con tutte le altre band e tutti gli altri ambienti. Insieme essi producono una musica che è naturale, gioiosa, melanconica, rauca e tenera. Il singolo anticipa l'uscita del nuovo album il prossimo Settembre.T ommy Sanders (voce), Peter Cattermoul (basso), David Thorpe (chitarra), Jonny Sanders (batteria) e Peter Efferan (chitarra) saranno in tour in Europa già da aprile.
Venerdì 14 Maggio
Bologna - Estragon
USA - music legends, Mute recs
Cosa sono i fantasmi ? Il nuovo show dei Residents, 'Talking Light', parla di chi non cammina più tra noi, chi ha lasciato la vita come la intendiamo noi. Uno spettacolo nuovo che segue di due anni il disco e relativo tour di 'The Bunny Boy'.
Anche stavolta ci troveremo dinanzi ad una nuova disturbante esibizione dei Residents, e alla messa in scena del loro folle mondo in cui nulla è reale, in cui nulla è terrestre.
Il nome dei Residents è noto a tutti, ma la loro identità resta ancora oggi ignota. Molte sono le congetture su chi si celi dietro le maschere a forma di occhio, ma ad oggi sembra che nessuno abbia ancora capito chi realmente siano. Da Frank Zappa, a John Zorn, ai Beatles molti sono stati i nomi fatti riguardo i misteriosi componenti del quartetto.
Nel corso di trent'anni hanno compiuto una vera e propria rivoluzione nello studio delle performances, dei video, delle arti multimediali e di tutto cio' che attiene la composizione della musica moderna, e cio' nonostante tutt'ora nessuno sa chi sia quest'essere che si raffigura con un globo oculare al posto della testa vestito in frak e tuba.
L'avverbio che meglio contraddistingue la loro storia e' "probabilmente": probabilmente provengono dalla Louisiana, da dove si sono mossi per raggiungere San Francisco e, sempre in via ipotetica, erano in 4 o 5. Nessuno infatti conosce la vera identità dei membri di questo eccezionale gruppo che negli ultimi 3 decenni ha rivoluzionato il mondo della musica con le sue produzioni tra lo sperimentalismo e la musica pop, senza contare i preziosi contributi nel campo dei video musicali, arti performative e multimediali.
A parlare sono soprattutto le loro produzioni di cui citiamo le piu' rilevanti: "The Third Reich 'N' Roll" (1976 - uno dei primi videoclip mai realizzati. Fa già parte della collezione permanente del MOMA di New York), la provocazione sonora di "Eskimo" (1979), "The Commercial Album" (1980) contenente 40 canzoni da un minuto esatto ciascuna. Dagli anni '80 ad oggi i Residents si sono impegnati in produzioni video utilizzando la grafica computerizzata (vere e proprie opere d'arte) e in opere multimediali come le storie interattive in cd-rom "Freak Show" (1991) e "Bad Day On The Midway" (1996) entrambe premiate come migliori opere multimediali da Macromedia (un po' il corrispettivo di un Oscar...).
Sabato 15 Maggio
Bologna - Estragon
UK - Folk, Motion Audio/Ninja Tune
Per dieci anni Lou Rhodes è stata la magnifica voce dietro le parti elettroniche e le atmosfere astratte create da Andrew Barlow. I due erano i Lamb, una delle più interessanti realtà concretizzatesi nell'Inghilterra di metà anni '90 e conclusasi pochi anni fa. Lou Rhodes ha incominciato un nuovo cammino solista, nudo e scarno rispetto ai tappeti sonori dei Lamb. Un cammino che fa tesoro delle note di Michelle Shocked e Joni Mitchell, un folk moderno ed attento agli arrangiamenti. Da non perdere.
Venerdì 21 Maggio
Bologna - Estragon
UK - punk rock legends, Captain Oi! recs
I redivivi Toy Dolls si formarono nel Sunderland (Inghilterra) nell'ottobre del 1979 e la formazione originale comprendeva il cantante Pete Zulu (Peter Robson), il chitarrista Olga (Michael Algar), il bassista Flip (Philip Dugdale) e il batterista Mr. Colin Scott. Nel giro di un mese, dopo una manciata di concerti, Zulu lascia la band, il primo di una serie infinita di cambi di formazione; dopo il primo concerto del nuovo frontman Hud, Olga accetta di diventare il nuovo cantante e i Toy Dolls diventano un terzetto. Quando uscì il loro singolo di debutto, "Tommy Kowey's Car", a metà del 1980 anche Mr. Scott lascia la band per venire rimpiazzato da una vera e propria processione di batteristi, fino all'arrivo di Teddy Toy Doll (Graham Edmundson) verso la fine dello stesso anno.
Anche la sua militanza però è breve e nel 1981 venne sostiuito da Happy Bob (Robert Kent, che già suonò insieme ad Olga negli Showbiz Kids) con il quale fecero uscire un singolo autoprodotto, nel settembre del 1981.
Il singolo "Everybody Jitterbug" uscì su EMI la primavera successiva e nel 1983 uscì il tanto atteso primo album: Dig That Groove Baby. Dopo un tour di supporto agli Angelic Upstarts, sia Flip e Happy Bob lasciarono la band, rendendo Olga l'unico membro originale "sopravvissuto" all'interno di un'altra lunghissima serie di cambi di formazione. Nel 1984 una versione del loro vecchio singolo "Nellie The Elephant" ri-registrata con il bassista Bonny Baz (Barry Warne) e il batterista Dicky (Malcolm Dick) raggiunse la top cinque della classifica pop inglese. Il 1985 vede l'uscita dell'lp A Far Out Disc e l'anno successivo, Idle Gossip e, nonostante i continui cambi di line up, i Toy Dolls nel 1989 festeggiarono il loro decimo compleanno con il disco Ten Years Of Toy.
Abbastanza soprendentemente, dopo qualche altro cambio all'interno della band festeggiarono anche il ventesimo compleanno con l'uscita della loro raccola, The Wonderful World Of The Toy Dolls per Cleopatra Records.
Ma avrete modo di meravigliarvene di persona perchè questo tour dei Toy Dolls li porterà all'Estragon per festeggiare i loro 30 anni di attività!
Sabato 22 Maggio
Bologna - Covo Club
USA - indie rock, Domino recs
I Quasi sono formati da Sam Coomes e Janet Weiss, entrambi possiedono ottime credenziali indie rock. Sam ha suonato e registrato con Heatmiser, Elliott Smith, Built To Spill e molti altri. Si esibisce anche da solo con il nome di Blues Goblins. Janet invece ha suonato con The Go Betweens, Junior High, Elliott Smith e Sleater-Kinney.
Si sono formati a Portland (USA) nel 1993 producendo, durante lo stesso anno, una cassetta autoprodotta. Il 1995 vede l'uscita di Early Recordings e due anni dopo entrano nel roster della Up Records con la quale fecero uscire i successivi tre album: R&B Transmogrification (1997), Featuring "Birds" (1998) e Field Studies (1999). I Quasi dal 2001 al 2006 hanno fatto uscire quattro dischi per la Touch And Go: una ristampa di Early Recordings, The Sword Of God (2001), Hot Shit (2003) e When The Going Gets Dark (2006). Nello stesso anno autoproducono, per il tour, il disco Quasi Self-Boot 93-96.
L'anno successivo invece vede un importante cambio di formazione, entra a far parte della band la bassista Joanna Bolme; anche lei vanta un passato e un presente di tutto rispetto: Pacific Northwest e Stephen Malkmus And The Jicks giusto per fare due nomi.
Con questa nuova lineup hanno appena sfornato il nuovo disco American Gong uscito negli Stati Uniti per Kill Rock Stars e per Domino in Europa. Questi veri e propri eroi dell'indie rock presenteranno la loro ultima fatica in un'imperdibile data al Covo Club.
Lunedì 24 Maggio
Bologna - Estragon
+ Mariachi el Bronx + Matt & Kim
Folk e punk, musica balcanica e cabaret brechtiano, violini zigani e chitarre distorte: tutto questo, e qualcosa di più, sono i Gogol Bordello.Evacuato dall'Ucraina nel 1986 dopo il disastro nucleare di Chernobyl, Eugene Hutz si trova a vagare attraverso tutto l'est europeo, compresa una tappa in Italia, per sette anni, fino a quando, nel 1993, si stabilisce a New York. Con un bagaglio di esperienze, umane e musicali, tra le più disparate fra loro, è proprio nella Grande Mela che Hutz, in veste di cantante e compositore, forma i Gogol Bordello. Con lui ci sono il chitarrista Vlad Solofar, il fisarmonicista Sasha Kazatchkoff, il batterista Eliot Ferguson e il violinista Sergey Ryabtzev.
Lunedì 24 Maggio
Bologna - Covo Club
USA - synthpop, Matador recs
I Cold Cave sono una delle più grandi rivelazioni di questo anno. Si tratta di una vera propria allstar band i cui membri vengono dalle esperienze più diverse: hardcore, punk, indie, pop in gruppi come: American Nightmare, Xiu Xiu, Prurient, Mika Miko, Some Girls e tante altre. Il sound dei Cold Cave potrebbe essere definito come synthpop ma sarebbe alquanto riduttivo.Il loro uso dei sintetizzatori è estremamente versatile, può creare melodie sognanti, ruvide distorsioni o ritmiche martellanti. A tutto questo si aggiunge la profonda e baritonale voce del leader Wesley Eisold, il quale definisce l'estetica e le sonorità dei Cold Cave come l'unione tra Morrissey di "How Soon Is Now" e i ritmi dei Nitzer Ebb.
Martedì 25 Maggio
Bologna - Estragon
USA - indie rock heroes, Matador/Domino recs
+ special guest MONOTONIX (ISR -garage punk- Drag City)
Tutti aspettavano il loro ritorno da 10 anni, sapevano che sarebbero tornati a calcare i palchi. I Pavement in formazione originale suoneranno all’Estragon di Bologna il 25 maggio 2010. Punta dell’iceberg del movimento “lo-fi” statunitense, i Pavement hanno saputo fondere distorsioni e melodie, e conquistato un posto di spicco nella scena “indie” degli anni Novanta. I Pavement hanno indirizzato il loro suono verso orizzonti pop influenzando, come i Pixies e poche altre band, la scena musicale attuale.
Non ci sono aneddoti scandalistici particolari da raccontare a proposito di Stephen Malkmus e soci, non occorre inventarsi scene o tendenze particolari per contestualizzare l'opera del gruppo. Tutto liscio come l'olio nella storia di un gruppo che non ha mai avuto un'immagine particolarmente forte né "trendy", ma che con la propria musica ha saputo dire alla propria generazione più di ogni altro.
Nel suono, nell'attitudine e nella scrittura dei Pavement trovano sbocco quasi dieci anni di movimento del rock indie e college americano, che già aveva partorito negli anni 80 fenomeni come Sonic Youth, Pixies, Beat Happening o Sebadoh, ma che all'alba degli anni 90 era ancora in cerca di chi coagulasse i fermenti di certo pop/rock sghembo, rumoristico e "storto", aggiornandoli per un pubblico nuovo, sospeso tra la fine dell'onda lunga del post-hardcore, il grunge e l'ignoto. I Pavement sono stati tra le più note ed influenti band degli ultimi 20 anni, protagonisti con Nirvana, Soundgarden, Dinosaur Jr., Pixies, Sonic Youth e Pearl Jam della colonna sonora indie ed alternative rock degli anni '90.
Il movimento lo-fi era esploso negli Stati Uniti nei primissimi anni 90 e i Pavement, alla testa di tale movimento propugnavano un approccio volutamente amatoriale alla musica rock.
I suoni erano grezzi, e appunto a "bassa fedeltà", le liriche spesso surreali, le melodie tutto sommato abbastanza orecchiabili, ma era l'approccio a renderli diversi dagli altri gruppi pop mainstream. In esso confluivano decenni di garage rock, ma anche la lezione dei Pixies, degli Half Japanese, di Lou Reed e le distorsioni dei Dinosaur Jr.. Quello da cui i Pavement hanno sempre rifuggito erano le pose da rockstar, da rotocalco e da jet set. La loro in fondo è una storia poco appariscente e scevra dei fatti di cronaca a cui ci hanno abituato band quasi coeve come i Guns n' Roses o i Red Hot Chili Peppers.
I Pavement si sono formati in California nel 1989 dall'incontro tra Stephen Malkmus e Scott "Spiral Stairs" Kannberg con il batterista Gary Young e successivamente anche con Mark Ibold al basso e Bob Nastanovich, che oltre a percussioni e tastiere suonava un po' di tutto.
Una serie di EP per lo più autoprodotti, e diverse esibizioni live li catapultano immediatamente tra i gruppi indie-pop più amati dai ragazzi dei college americani. In particolare spopola un loro singolo 'Summer Babe' (1991) che verrà inserito un anno dopo nel loro primo album 'Slanted and Enchanted'.
Con quest'album trainato da pezzi come 'Summer Babe' e 'Trigger Cut', e soprattutto col successivo 'Crooked Rain, Crooked Rain' (il loro capolavoro, comprendente gemme come 'Cut Your Hair', 'Range Life' e 'Gold Soundz') si consacrano definitivamente come uno dei gruppi più rilevanti e apprezzati degli anni 90. I dischi che seguono accrescono la fama e la popolarità della band. Da ricordare il successo di album come 'Wowee Zowee' (1995) e 'Brighten the Corners' (1996) dove erano presenti i popolari singoli 'Shady Lane' e 'Stereo'. Nel 1999 viene pubblicato 'Terror Twilight', canto del cigno dei Pavement fino ad oggi.
Stephen Malkmus ha proseguito la sua carriera solista con i The Jicks, mentre Scott Kannberg ha formato i The Preston School of Industry.
Una delle caratteristiche sonore peculiari della band deriva dall'utilizzo creativo delle accordature di chitarra, spesso inventate, anche attraverso l'utilizzo di corde uguali su posizioni diverse. Particolarità questa, mutuata da altri gruppi, come ad esempio i Sonic Youth, che conferisce una divertente squadratura e apparente fievole stonatura, a volte melliflua e armonica a volta fredda e acida alle loro sonorità.
Confermata la presenza degli israeliani Monotonix come supporto della data di Bologna (25 Maggio, Estragon) dei Pavement.
I MONOTONIX suonano come dei cani rabbiosi, vestono come dei pazzi scappati dal circo e vengono da Tel Aviv. Il loro è rock n' roll cattivo e potente, un mix tra il protopunk degli Stooges e la teatralità hard rock dei Black Sabbath.
La band ha appena pubblicato il nuovo album 'Where Were You When It Happened?' su Drag City.
Lunedì 31 Maggio
Bologna - Estragon
USA - soulrock, Sony
Il trio americano è nuovamente nella nostra penisola con le canzoni dell’album ‘Music For Men’che li ha fatti definitivamente conoscere al grande pubblico, grazie soprattutto al brano-tormentone Heavy Cross, scelto come colonna sonora di una compagnia telefonica.
Personaggio dell’anno, carismatico ed incontenibile, Beth Ditto è la leader indiscussa della band, una donna che ha fatto virtù di quello che poteva essere un difetto diventando la nuova icona del rock 2.0. Ad un fisico possente ed “ingombrante” Beth Ditto associa una potenza e duttilità vocale impressionante che ben si fonde alla musica che si nutre di punk, dance, funk e soul. E’ la voce di Beth Ditto ad essere la grande attrazione dei Gossip, una particolare fusione tra punk, dance e soul che ricorda le cose migliori proposte da Blondie, per come il glamour si mescola alla musica ed al ritmo. Insieme al carisma di Beth Ditto nei Gossip sul palco ci sono anche il chitarrista Brace Paine e la batterista, che compare sulla copertina di Music For Men, Hannah Billie.
Ma è Beth Ditto ad essere la vera attrazione ed il personaggio che tutti vogliono vedere; lei, lesbica dichiarata, è ormai un’icona della scena omosessuale ed, incredibilmente, visto il fisico prorompente, icona anche del mondo della moda. Non è un caso infatti che i Gossip siano una delle band più richieste dalle case di moda per le esclusivissime feste che solitamente seguono le sfilate.
Finita sulle copertine di tutti i giornali più importanti ed influenti della musica mondiale, NME, Rolling Stone, Dazed, Out, Beth Ditto dimostrerà sul palco, come del resto ha fatto nell’affollata data milanese di metà novembre 2009, che il successo dei Gossip non è solo dato dall’immagine ma è nella sostanza della musica della band dell’Arkansas: musica fatta per ballare, dal ritmo incalzante come fu per Standing In The Way Of Control, singolo del 2006 che ha introdotto la band nei circuiti internazionali facendogli conquistare le classifiche UK grazie anche ai remixes fatti da Soulwax, Le Tigre e Playgroup.